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Un'esistenza spesa per il Mondiale Motocross. Un passato da press manager, un presente da Ceo della Youthstream Organization
Anno 2007, Motor Show di Bologna, freddo becco e nebbia. Il mio primo incontro con Daniele
Rizzi avvenne proprio in quella sede. Mi diede un suo biglietto da visita, bianco con la scritta rossa,
molto anonimo: "Communication & PR Services" la descrizione della sua attività. Anno 2012, GP
d'Italia a Fermo. Sto per iniziare un'intervista proprio con Daniele Rizzi, fresco Ceo della Youthstream
Organization, la società che organizza il mondiale Motocross. Per chi non fosse troppo avvezzo
agli acronimi inglesi, il Ceo è il capo, quello che comanda. Così, dopo un passato come press manager,
Daniele fa il grande salto. Una storia di successo come altre - potreste ribattere - certo, peccato
che Daniele Rizzi abbia solo trent'anni. Altro che bamboccioni.
Eccoci Daniele, prima di tutto complimenti. Ma cosa fai ora?
Allora, facciamo un passo indietro, perche e un po' complicato
da spiegare. La Youthstream ora e divisa in vari dipartimenti,
ognuno dei quali si occupa di una parte precisa del lavoro. Uno di
questi e la Youthstream Organization, che segue principalmente
la logistica e l'organizzazione delle gare. Questa societa ha un
amministratore e sono io. Le mansioni, visto le dimensioni
relativamente piccole della societa, non sono solo quelle da
ufficio, come l'approvazione di budget e bilanci; c'è anche una
parte molto piu operativa, come la coordinazione del personale,
o la scelta di alcune decisioni strategiche di ogni dipartimento.
Tante cose, molto organizzative e operative, che in un'azienda di
grandi dimensioni un amministratore di solito non fa.
Immagino che rispetto a prima avrai molte responsabilita in più
Si. Di solito questi lavori li inizi un po' per caso. Ti piacciono un
po' le moto, ti piace viaggiare, ti piace fare la vita un po' anomala
e, in questi ambienti, ci arrivi se sei uno a cui piacciono queste
cose. Poi hai due scelte: o molli dopo due/tre anni per riprendere
a fare una vita normale, oppure continui e, se lo fai, e per avere
qualcosa. Io ci ho investito e l'azienda ha riconosciuto l'impegno,
dandomi delle promozioni anno dopo anno. La prima stagione in
Youthstream? Quella del 2006. Ho iniziato come addetto stampa,
continuando ad aggiungere responsabilita a questo ruolo. Poi, da
due anni a questa parte, mi hanno dato delle responsabilita piu
organizzative, piu legate alla logistica, alla gestione del personale
e a tutte le attivita che facciamo sul campo. Ora con questo
nuovo ruolo supervisiono un po' tutto.
Da dove si parte per organizzare una trasferta per un GP?
Prima di tutto dalle condizioni che ci sono sul posto dove
andiamo. Su una pista gia fornita di strutture permanenti, si sa
che la gara richiedera un tempo lavorativo ridotto rispetto a una
dove tutto e da istallare da zero. Organizzare un GP dove non c'è
nulla, a parte il terreno, e piu complicato, perche dovrai pensare a
tutto, anche perche potenzialmente potrebbero esserci molti piu
problemi da risolvere e, di conseguenza, bisognera essere sul
posto qualche giorno prima. Di norma, su una pista permanente,
basta essere operativi dalla mattinata del mercoledi.
Non hai mai avuto ripensamenti nella tua vita?
Fino a ora no, anche perche penso che questo sia un momento
da sfruttare, perche alla Youthstream ho dato tanto, e vero, ma
penso di avere ricevuto molto, se non di piu.
Quindi la persona a cui rispondi e Giuseppe Luongo, il presidente?
Si, a Giuseppe e agli azionisti della societa.
A livello lavorativo, che tipo e Luongo?
E' una persona che ha molta esperienza. Il suo pregio e quello
di avere avuto successo partendo da zero. All'inizio ha dovuto
fare tutto da se; cartellonistica, TV, camion, logistica, sono cose
che lui ha gia fatto in prima persona. Sa come funziona il tutto ed
e una persona molto esperta. Lavorativamente parlando, come
tutti i datori di lavori, e una persona che ti paga per risolvergli i
problemi. Allo stesso tempo, pero, se c'è qualche problema che
tu non riesci a risolvere, perche magari per te e una cosa nuova,
lui sa trovare una soluzione. E un buon paracadute, oltre che un
buon maestro. Del resto tutto cio che c'è qui oggi l'ha fatto lui e
tutti quelli che ci sono qui sono dei suoi discepoli. Tutti seguono
la sua linea e il suo modo di fare professionale e, allo stesso
tempo, anche abbastanza familiare. E questo fa la differenza.
Questa e una societa che tiene molto ai rapporti interpersonali,
dove la proprieta desidera che la gente che lavora lo faccia con il
sorriso sulle labbra.
Nella tua posizione ti trovi a impartire ordini e a dirigere
determinate attivita. Come pensi che ti vedano quelli a cui tu dici
che cosa devono fare?
Questa e una domanda che si puo generalizzare. Che tu sia
un capo che da degli ordini, o un semplice amico, le persone
che ti rispettano lo fanno a prescindere dalle tue responsabilita.
Cambiare posizione mi e servito a capire bene questo concetto,
che per me e fondamentale: e un filtro per capire meglio come
erano i rapporti precedenti.
Quante persone devi gestire durante il GP?
A spanne una cinquantina. E abbastanza complesso perche hai
lo staff della Youthstream e quello degli organizzatori locali, oltre
a quello di supporto.
E in Youthstream quante persone lavorano?
Un centinaio, tra Youthstream Organization, Youthstream TV, il
dipartimento della MX3; insomma tra le cento e cento venti
persone. Nell'off-road siamo i piu grandi.
Parliamo di sponsor. In un periodo di crisi generale a livello
economico nel Motocross gli investimenti sono aumentati o diminuiti?
Sono relativamente stabili, perche ci sono sponsor che se
ne vanno e altri che arrivano. Il problema e che con la crisi
c'è un problema generale di liquidita, questione comune a
tutte le aziende. Ma e una situazione che si sta pian piano
risolvendo. Non c'è un problema di sponsor, perche di aziende
fortunatamente se trovano. Del resto quello del Motocross e
un pacchetto relativamente vantaggioso e ragionevole, costa
parecchio meno degli sport concorrenti, ha una copertura
televisiva, ha un calendario mondiale e ha dei piloti che sono
buoni ambasciatori dei valori che lo sport porta con se.
Cosa vuol dire ragionevole?
Si puo fare un paragone con il costo dei biglietti degli eventi:
la MotoGP, la Superbike, la Formula1, il Motocross. Un biglietto
prato per la MotoGP costa circa cento euro, senza avere la
possibilita di muoversi in altri spazi. Qui con cinquanta euro vai
dappertutto per due giorni: e quasi la meta, con piu del doppio
dei servizi. Il principio e questo, il nostro sport si presta molto
all'accoglienza degli spettatori e a quello degli investitori. Ha
voglia di crescere, quindi non se la tira, e disponibile e, nel
mercato, si va valere con dei buoni prezzi.
L'uscita di Teka, un vostro sponsor importante, e legata piu alla
dipartita di Ken Roczen verso l'America o a motivazioni aziendali?
Aziendali. Queste sono scelte interne su cui tu non puoi influire.
Fortunatamente, anche se abbiamo perso un'azienda importante
come Teka, e arrivata la terza banca piu importante della Russia.
E un'azienda che non c'entra niente con il Motocross ma, in
cambio di visibilita, si e voluta legare a noi.
Però neanche Teka c'entrava molto, visto che fa piani per cucine?
Si, però con il Motocross tu hai un bacino di utenti che sono
consumatori e quindi Teka ci puo stare. Il Cross e comunque
uno sport meccanico, dove spesso chi lo pratica ha una buona
capacita di spesa e, proprio per questo, potrebbe spendere del
denaro per una cucina di alta qualita. Una banca, invece, e piu
difficilmente percepibile dal punto di vista del consumatore.
Cosa significa avere un title sponsor come Monster: serenita,
prestigio o tranquillita economica?
Serenita. Non tanto economica pero, quanto di obiettivi. Avere
al tuo fianco un compagno che condivide le tue stesse idee
e motivazioni e importante: sai che s'impegnerà a fondo per sviluppare questo sport, per portarlo ai livelli piu alti, cosi da
trarne, tutti, piu beneficio. E quando tu riesci a realizzare i tuoi
obiettivi, quello che rimane e un campionato valido, piu seguito
e piu vendibile.
Mi fai capire quanto vale una sponsorizzazione come quella di
Monster per il mondiale Motocross? C'è differenza rispetto a RedBull?
E' complicato rispondere a questo tipo di domande, perche una
cosa e il valore globale e un'altra cosa, piu riduttiva, e il puro
valore economico pagato dallo sponsor allo sponsorizzato. I
contratti sono confidenziali, cosi come lo sono quelli tra Red Bull,
o Monster, e i team. Il succo del discorso è che Monster e Red
Bull sono entrambe molto importanti per il Motocross, perche
non solo aiutano l'organizzazione, ma anche i team e i piloti. Il
50% del paddock, oggi, e sponsorizzato da tre grandi societa
produttrici di bevande energetiche.
Chi meglio di te puo sapere quanto costa organizzare una stagione
mondiale di Motocross?
Il costo di una stagione di GP pesa per circa 12 milioni di euro.
Continuiamo a parlare di cifre. Se dovessi dare un valore all'intero
pacchetto del mondiale MX, quale sarebbe la piu azzeccata?
Il valore dipende sempre da domanda e offerta, per questo
motivo e difficile stabilire il valore economico del mondiale
MX. Cio che conta e che nel mondiale sono impiegate piu di
2.500 persone, considerando tutta Youthstream, la FIM, gli
organizzatori, i team, i piloti, le industrie, la stampa e altro.
Questo e l'indicatore piu affidabile del valore del Mondiale;
il compito di Youthstream e quello di continuare la crescita
per aumentare il numero dei posti di lavoro evitando, cosi, i
tagli. Siamo orgogliosi, perche durante un periodo di dura crisi
economica come quello attuale abbiamo comunque continuato a
crescere, ritrovandoci un Mondiale che gode di ottima forma.
Il tuo successore al ruolo di Media Manager, Marionna Leiva. Dacci
un tuo commento sul suo lavoro?
E' molto brava, si e adattata in fretta. Usa il pungo di ferro in
guanto di velluto! E esattamente quello che viene richiesto al
suo ruolo: essere gentili fino al limite
della correttezza professionale.
Tu non pensi che un'azienda come la
vostra, sempre piu grande, debba essere
strutturata ancora di piu dal punto di vista
dell'ufficio stampa?
Puo essere un'idea. Prima che arrivassi
io l'ufficio stampa era molto piu limitato.
Anno dopo anno cerchiamo di organizzarci
sfruttando al meglio le risorse che
abbiamo e, per ora, le risorse funzionano
per cio che desideriamo fare. Abbiamo
anche assunto un nuovo grafico, che aiuta
Marionna nelle presentazioni. Insomma, pian piano ci stiamo
strutturando anche lì. Nel giro di pochi anni siamo passati da
un solo addetto stampa a tre persone che lavorano a questa
funzione: l'addetto stampa, il grafico e il fotografo. Per noi un
vantaggio e anche rappresentato dal fatto che alle gare c'è
sempre un ufficio stampa locale che subisce alle carenze che
potrebbe avere il nostro.
Guardando alla stampa dall'altra parte della lente, per il GP d'Italia
a Fermo mi aspettavo che sulla Gazzetta dello Sport, per esempio, ci
fosse uno spazio piu ampio di presentazione al GP.
Questo e un problema italiano dove, come in altri paesi europei,
c'è il culto del calcio e della MotoGP.
Ma voi non potreste spingere di piu su questo fronte?
Noi spingiamo, però arrivi sempre a un limite oltre il quale non
puoi andare. E un peccato. E sulla televisione si potrebbe fare lo
stesso discorso.
Perche dici questo?
Ora per la TV italiana, cosi come per la stampa, la priorità
e il calcio, la Moto GP e la Formula1, ma in questi tempi di
cambiamenti contiamo di trovare il nostro spazio. In certi paesi
e cosi, in altri no! Guarda in Belgio per esempio, dove il calcio
non si sa nemmeno che cosa sia e il Cross ha molto piu spazio.
Ma questo e un problema che ha anche la Francia: infatti quando
Musquin vinse il mondiale ci fu solo mezza pagina sull'Equipe. Ti
scontri sempre con un limite strutturale. Ma e una questione di
tempo: la MotoGP una volta non la considerava nessuno, ora e
diventato lo sport su due ruote piu seguito.
Ultima domanda: la mondializzazione del Mondiale Motocross. Crea
piu sbattimenti o piu soddisfazioni?
Certamente piu soddisfazioni, perche il Mondiale Motocross
deve essere tale, anche per poter attrarre nuovi investitori che siano
davvero globali, mondiali.
Tempo al tempo dunque. Considerata la giovane età di Daniele
Rizzi, questo fattore gioca inevitabilmente dalla sua parte. E, come
detto in apertura di servizio... altro che bamboccioni.
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