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10 novembre 2017
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Intervista: Max Nagl sposa TM:

"Qui per far crescere la nuova quattroemmezzo"

Il pilota tedesco, neoacquisto del team pesarese, racconta la sua nuova avventura: "Non puntiamo a fare risultati ma a evolvere un progetto. D'ora in avanti non corro solo per me ma anche per aiutare una squadra che ha avuto fiducia nelle mia capacità"

"Ho sempre corso per me stesso. Adesso corro per me e anche per il mio nuovo team". Max Nagl ha le idee chiare: dopo la difficile stagione con la Husqvarna, ha deciso di rilanciarsi e di aiutare la piccola factory pesarese a tornare in MXGP. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui durante la presentazione del team che correrà nel prossimo Mondiale (che vede oltre a lui anche Samuele Bernardini in MX2).

Max, hai passato un anno controverso con Husqvarna. I risultati non sono stati così brutti (come testimonia l'8° posto in classifica generale, ndr) ma il rapporto con la squadra non è decollato.
"E' stata una stagione difficile, non ho problemi ad ammetterlo. Eppure i test invernali erano andai benissimo, ma nonostante questo le prime gare sono state un disastro. In alcuni momenti ho anche desiderato che fosse la mia ultima da professionista. Poi mi sono ritrovato senza moto e ho accettato con entusiasmo questa nuova sfida".

In cosa consiste la sfida?
"Voglio aiutare TM a crescere e sviluppare il quattroemmezzo del futuro. Sarò un pilota-tester. E'una sfida affascinante".

Cosa ne pensi della tua nuova squadra?
"E'un team piccolo, un ambiente familiare. Per certi versi è meglio: più grosso è l'ambiente, più i problemi vengono amplificati. Qui posso lavorare bene, senza l'assillo del risultato".

A proposito di risultati, che obiettivi ti poni?
"Nessuno in particolare. Sarà già un successo salire almeno una volta sul podio". A che punto è l'evoluzione della moto?
"Ho guidato la TM 450 una sola volta, è ancora prematuro dare valutazioni. Al momento sto lavorando molto dal punto di vista fisico: trekking palestra, bicicletta. Per la moto c'è ancora tempo".

Quali sono i tuoi piani per il futuro con TM?
"Ho un contratto di un anno con opzione per il 2019. Punto a restare qui il più a lungo possibile. Questo sarà un anno di rodaggio, lo sappiamo tutti. Vogliamo e possiamo dire la nostra, ma ci vorrà tempo".

A 30 anni sei ormai un veterano. Senti il peso di correre contro ragazzi molto più giovani di te?
"Ammetto che correre contro ragazzi di 20, 24 anni è difficile. Loro hanno uno stile aggressivo, usano tecniche nuove di guida. Ma alla fine nelle posizioni di testa ci sono sempre i vecchietti, quindi vuol dire che la generazione più vecchia, a cui anche io ormai appartengo, non è bollita".

Che Mondiale sarà quello 2018?
"La situazione del Mondiale è nota. Il gruppo dei piloti paganti, ovvero quelli al di fuori del giro dei team ufficiali e che si impegnano economicamente per correre, sta crescendo sempre di più. Il tutto a discapito della qualità. E anche per gli ufficiali è sempre una lotta per cercare le risorse e gli sponsor. La lotta quindi sarà ancora tra un numero sempre più ristretto dei piloti. Ma non ho idea di chi vincerà".



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