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Sardegna Rally Race. A processo Antonello Chiara e Gian Renzo Bazzu

il 22/11/2010 in News

I piloti nel 2009 sarebbero partiti privi delle autorizzazioni dell'amministrazione provinciale

Sardegna Rally Race. A processo Antonello Chiara e Gian Renzo Bazzu
Davanti al Tribunale di Olbia si è aperto un processo che per molti aspetti ha una valenza nazionale. Organizzatori e ideatori di percorso del Sardegna Rally Race sono stati denunciati dalla polizia stradale. Il motorally, secondo il pubblico ministero Gianmarco Vargiu, è partito senza le necessarie autorizzazioni della Provincia di Olbia Tempio e degli altri enti competenti.
Sotto processo ci sono Gian Renzo Bazzu, patron della manifestazione (attualmente assessore comunale al turismo di San Teodoro) l'organizzatore Antonello Chiara e per quanto riguarda le scelte tecniche (prove speciali e percorso) Valter Pinna. La Procura contesta la violazione dell'articolo 9 bis del codice della strada. Le indagini sono state coordinate dal comandante della polizia stradale di Olbia Andrea Chiminelli. Il personale del comando olbiese, però, si sta occupando di altre manifestazioni sportive organizzate in Gallura nell' ultimo triennio. Sono state segnalati alla Procura società specializzate con sede a Olbia e a San Mariano Corciano, in provincia di Perugia.
Il pubblico ministero Gianmarco Vargiu parla dell'edizione 2009 del Sardegna Rally Race come di una manifestazione non autorizzata. La Polizia stradale ha segnalato una situazione anomala sotto diversi punti di vista. In pratica il motorally sarebbe partito senza i permessi della Provincia. A quanto pare le autorizzazioni erano state richieste, ma negate.
Secondo il difensore degli organizzatori, la manifestazione del maggio 2009, non era una gara di velocità. Non vince chi taglia per primo il traguardo. Vengono premiati invece i piloti che rispettano i tempi di percorrenza. Ossia una prova di regolarità che non ha niente a che vedere con il rally tradizionale.
La Procura si sta occupando anche di altre segnalazioni della Polstrada. Nel biennio 2008-2009 sono stati presentati numerosi esposti, anche per l'attraversamento di terreni dell'Ente Foreste. Nelle denunce venivano ipotizzati i reati di danneggiamento e deturpazione di bellezze naturali. I percorsi toccavano Arzachena, Budoni, Buddusò, Alà dei Sardi e Olbia. Anche i piloti iscritti hanno rischiato pesantissime sanzioni. Alla fine, però, sono stati denunciati i rappresentati di società di Olbia e Perugia.

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  • ema7408
    MONDIALE RALLY ENDURO - Pronti a schierarci,per far rispettare ciò che impone un regolamento sempre che ci sia.Quest'anno se non riceveremo per tempo delle richieste di transito allegate ai permessi delle autorità di zona ci opporremo per deviare il mondiale altrove,"sud-est sardegna basta".In ogni caso nel privato non si passa,a giorni riunione di motoclub.
  • ema7408
    A noi ci portano solo rogne. - Qui in sardegna capita troppo spesso di uscire in moto a fare enduro ed incappare in un gruppo di 200 moto che ti arrivano a velocita che solo chi fà enduro capisce,su strade che noi paesani frequentiamo a tutte le ore,vecchietti che vanno ancora a piedi in campagna ecc ecc.Non dico di fermare il mondo, ma almeno uno straccio di avviso agli abitanti del posto.Cercheremo di fermarli.
  • labena
    è storia vecchia - è già risuccesso, perlomeno in toscana, molte manifestazioni sono "abusive" in quanto non c'è una normativa chiara e omogenea per tutti. Questo capita perchè le regioni si arrogano il diritto sovrano di decisione quando tutto sarebbe + semplice se si attenessero al CdS. Fatto serio in quanto è successo ad una manifestazione di livello assoluto come il Sardegna RR. ed ora per il 2011?
  • WOLF0309
    Questa è l'ITALIA - Che tristezza leggere questi articoli!