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Pecco Bagnaia e Jorge Prado: questione di feeling

Redazione
dalla Redazione il 29/08/2025 in News
Pecco Bagnaia e Jorge Prado: questione di feeling
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Entrambi stanno attraversando un momento difficile della loro carriera e vedono nella mancata sintonia con la propria moto, il motivo delle loro scarse prestazioni. I connazionali Sinner e Alcaraz potrebbero aiutarli….

La recente "crisi" di Pecco Bagnaia, due volte campione del mondo della MotoGP, è uno dei temi più discussi tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Una situazione complessa che sembra essere il risultato di una combinazione di fattori tecnici e psicologici, un mix di difficoltà tecniche con la sua Ducati e la pressione di non riuscire a esprimersi al meglio in un contesto in cui il suo compagno di squadra sta dominando. Tra dichiarazioni poco diplomatiche e successive ritrattazioni, Bagnaia non ha nascosto la sua “avversione” nei confronti della GP25, nonostante la squadra stia lavorando incessantemente per trovare una soluzione.

Parallelamente, nel motocross, Jorge Prado sta vivendo una situazione analoga. La stagione dello spagnolo negli Stati Uniti è stata caratterizzata da una serie di difficoltà e risultati al di sotto delle aspettative per un due volte campione del mondo di MXGP. La sua avventura americana in sella alla Kawasaki KX450 è stata finora un vero e proprio calvario. Prado ha dichiarato a più riprese di non aver mai trovato il feeling con la sua moto, lamentando mancanza di maneggevolezza, peso eccessivo e problemi di motore. Le continue modifiche all'assetto della sua KX dimostrano la ricerca di una configurazione ottimale che non è ancora arrivata. Le recenti sfuriate social di Prado non hanno migliorato la situazione, incrinando ulteriormente il rapporto con il Team Kawasaki, accusato di essere poco incline ad assecondare le richieste del pilota.

Pecco Bagnaia e Jorge Prado: questione di feeling

In entrambi i casi, siamo di fronte a due campioni, che non sono riusciti ad adattarsi alle loro nuove moto, a “guidare sopra i problemi” come dicono gli americani, attribuendo alla parte tecnica la causa della loro crisi, senza mettersi troppo in discussione. Il che è giusto per chi è conscio dei propri mezzi, ma fino ad un certo punto. Perché in entrambi i casi altri piloti con la stessa moto e la stessa dotazione tecnica stanno dimostrando che la Ducati GP25 e la Kawasaki KX450 SR non sono proprio due “cancelli”: Marc Marquez con la GP25 sta dominando in lungo e in largo la stagione MotoGP, mentre Romain Febvre, con la KX450 SR è primo nel Mondiale MXGP.

Pecco Bagnaia e Jorge Prado: questione di feeling

Viene spontaneo un paragone, che potrebbe sembrare poco appropriato, ma a ben guardare non lo è, con il mondo del tennis. Uno sport individuale dove i giocatori sono inclini ad attribuire le cause delle proprie sconfitte all’arbitro, alla superficie di gioco, al clima, alle palline, alla racchetta, al pubblico e chi più ne ha, più ne metta. A tutto, insomma, meno che a sé stessi. Chi si distingue in questo? I due giocatori attualmente (e di gran lunga…) più forti, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, guarda caso connazionali dei nostri due piloti. Entrambi sono l’esempio lampante di come le sconfitte possano essere un catalizzatore per la crescita e il successo. La loro mentalità li porta a non vederle come fallimenti, ma come preziose lezioni per migliorare. Non si cercano scuse, ma ci si concentra sui dati oggettivi, analizzando gli errori e cosa non ha funzionato. Focus sul processo, non sul risultato: la sconfitta è un'occasione per identificare le aree di gioco su cui lavorare e tornare in campo più forte. La grandezza del campione non risieda nell'invincibilità, ma nella capacità di affrontare le avversità.

Meditate gente, meditate…

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