Moto
Come eravamo: Honda XR400R vs Yamaha WR400F
Erano due classici dell'enduro a cavallo tra gli anni '90 e i primi 2000 e sebbene avessero la stessa cilindrata, rappresentavano due filosofie costruttive e di guida profondamente diverse. Vediamo pro e contro di entrambe le moto
Se negli anni ’80 e ’90 la sfida tra le grosse enduro monocilindriche era tra la Honda XR 600 e la Yamaha TT 600, nel periodo a cavallo tra gli anni '90 e i primi 2000 la sfida tra i due marchi giapponesi si spostò di cilindratala, focalizzandosi sulle 400 cc.
L’XR 400 R è stata uno dei maggiori successi commerciali della Honda ed è rimasta in produzione dal 1996 al 2004, mentre la Yamaha WR arrivò come una rivoluzione nel 1998, derivata direttamente dal modello cross, con il suo evoluto motore raffreddato ad acqua, ed è rimasta in vendita fino al 2002 (nella cilindrata 426 cc.), prima di essere sostituita dal modello 450.
Come spesso succede in questi casi, si crearono subito le fazioni di “tifosi” di ognuna delle due sfidanti.
I cultori della Honda XR 400 R apprezzavano la sua leggendaria affidabilità, grazie al motore quasi indistruttibile (se riceveva l'olio necessario...). L’XR 400 era apprezzata anche per la sua facilità di guida: la coppia ai bassi regimi gli permetteva di arrampicarsi ovunque senza dover far uso della frizione. La moto non era economica all’acquisto, ma ripagava con costi di gestione molto bassi, grazie al robusto motore raffreddato ad aria/olio.
Di contro la ciclistica, più orientata all’enduro escursionistico che alle gare, prestava il fianco a qualche critica con le sospensioni e il telaio che mostravano i loro limiti se si alzava troppo il ritmo.
Dall’altro lato della barricata, la Yamaha WR 400 F faceva delle prestazioni pure il suo biglietto da visita. Il motore spingeva forte, soprattutto agli alti regimi, con un'erogazione più “cattiva” rispetto all’XR. Telaio e sospensioni permettevano di affrontare ostacoli e salti a velocità alle quali l'XR sarebbe andata in crisi.
Questo fascino racing si pagava però con una maggiore necessità di cure del motore, più sofisticato, che richiedeva maggiori attenzioni per il cambio olio e per la manutenzione in generale. Il motore Yamaha era inoltre meno trattabile del mono Honda e tendeva a spegnersi più facilmente nel tecnico stretto. E quando si spegneva a caldo erano dolori!
Niente avviamento elettrico. Solo calci (precisi) al kick starter
Quello dell’accensione non un problema da poco. Entrambe le moto non erano dotate infatti dell'avviamento elettrico e si accendevano solo con il kick starter. La Honda era generalmente più facile da avviare, a patto di seguire la procedura: trovare il punto morto superiore (PMS), superarlo di poco con l'aiuto del decompressore manuale e dare un calcio deciso.
La Yamaha richiedeva più tecnica. Se ingolfata o se si sbagliava la sequenza col decompressore manuale, l’avviamento poteva risultare estenuante, specialmente quando eri (stanco…) in mezzo ad una mulattiera.
Due moto molto diverse quindi, accumunate dalla cilindrata, ma con evidenti differenze nell’uso.
La Honda XR 400 R era la moto perfetta per andare ovunque e tornare sempre a casa. La compagna ideale per chi non era interessato al cronometro e voleva un mezzo dalla manutenzione minima, solo benzina e un cambio d'olio ogni tanto.
Chi sceglieva la Yamaha WR 400 F voleva invece sentire la botta di potenza e amava la guida aggressiva. E pazienza se bisognava seguire la manutenzione rigorosa che un motore così performante richiedeva.
Due dritte se siete interessati all'acquisto
Se siete enduristi di ritorno o semplicemente amate le moto di quel periodo e state facendo un pensierino all’acquisto di uno dei due modelli, possiamo darvi qualche dritta.
Per la Honda XR 400 R
Verificare il consumo d'olio: Essendo raffreddata ad aria, se è stata usata in modo gravoso o con poca manutenzione, le fasce elastiche possono risentirne. Controllare il colore del fumo allo scarico e che non ci siano trasudamenti eccessivi dai carter.
Bullone del forcellone: È un problema famigerato delle XR. Il perno che fissa il forcellone al telaio tende a ossidarsi e a "saldarsi" internamente. Se il proprietario non lo ha ingrassato mai, potrebbe essere impossibile da rimuovere senza l'uso di una pressa o tagliando il perno stesso.
Telaio sotto il motore: La moto usciva di serie senza paracoppa e vale la pena controllare che i tubi inferiori del telaio non siano schiacciati o crepati a causa di urti violenti contro il terreno.
Per la Yamaha WR 400 F
Usura delle valvole: Il sistema a 5 valvole è brillante ma complesso. Se la moto fatica molto ad accendersi da fredda, potrebbe esserci un problema di gioco valvole o, peggio, le sedi valvole usurate.
Carburatore Keihin FCR: È un carburatore fantastico per le prestazioni, ma molto sensibile. Col tempo le guarnizioni interne e i passaggi si sporcano o si logorano, portando a "vuoti" in accelerazione o minimo instabile.
Cambio: Le prime versioni della WR potevano soffrire di fragilità sugli ingranaggi della terza o quarta marcia. Durante la prova, verificate che le marce entrino senza sforzo e non "saltino" sotto carico.
La reperibilità dei ricambi è buona per entrambe le moto. I ricambi meccanici si trovano ancora con relativa facilità, sia originali che aftermarket, mentre le plastiche originali iniziano a diventare rare, ma anche in questo caso esistono aziende specializzate in aftermarket producono kit replica.






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