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Prova Suzuki RM-Z 250 m.y. 2019: Yellow Kid!

Redazione
dalla Redazione il 22/12/2018 in Moto
Prova Suzuki RM-Z 250 m.y. 2019: Yellow Kid!
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E’ l’ultima duemmezzo ad arrivare sul palcoscenico del Motocross internazionale. Si presenta profondamente cambiata sia di motore che di ciclistica, che ricalca come da copione le geometrie della sorella maggiore. Sarà disponibile in Europa a partire da fine gennaio ad un prezzo ancora da definire

Prova Suzuki RM-Z 250 m.y. 2019: Yellow Kid!

Finalmente è arrivata anche lei. La RM-Z 250, l’ultima duemmezzo ad arrivare sul palcoscenico del Motocross internazionale, si è fatta attendere per presentarsi profondamente cambiata sia di motore che di ciclistica, che ricalca come da copione le geometrie della sorella maggiore. Erogazione del motore, maneggevolezza in curva e frenata: ecco i tre punti cardine del nuovo progetto Suzuki.

Dal punto di vista della termica, la Casa nipponica ha lavorato per trovare la potenza che mancava, e che segna ora picchi massimi ben al di sopra della versione precedente. Merito di nuovi condotti d’aspirazione e dell’inserimento del doppio iniettore che aumenta la potenza di oltre il 5%. Rivista anche la spaziatura del cambio, in particolare la prima e la seconda che ora sono più corte. 

Lavoro accurato e certosino sulla ciclistica, alla ricerca del miglior bilanciamento di sempre e di una elevata maneggevolezza. Maneggevolezza e frenata in curva sono appunto due dei tre focus che gli ingegneri di Hamamatsu si sono posti come obiettivo; per raggiungerli, hanno pensato bene di ruotare e arretrare il propulsore all’interno del telaio così da ottimizzare la posizione del baricentro. Per ridurre il peso e aumentare l’handling è stato anche ridisegnato il telaio che ora presenta con nervature interne.

La componentistica infine si completa con Nissin per impianto frenante e dischi, Renthal per il manubrio senza traversino e Dunlop Geomaxx MX33 per i pneumatici. Il pacchetto sospensioni rimane il consolidato KYB, che per quest’anno ritorna nell’anteriore al funzionamento a molle tradizionali per ritrovare la semplicità di sempre nel settaggio, mentre il monoammortizzatore si abbina ad un nuovo forcellone variando anche la progressione del leveraggio.

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ELETTRONICA A BORDO

Giudicata da sempre la meno evoluta sotto questo aspetto – soprattutto se paragonata al contingente austro-ungarico – la RM-Z non si presenta nemmeno quest’anno con il bottoncino magico dell’avviamento: must ormai immancabile anche sulle moto da Cross: per la moto gialla solo pedivella del kickstarter. Se da un lato il contenimento del peso può essere alla base di questa scelta, dall’altro il tempo impiegato per la messa in moto dopo una scivolata oggi diventa un handicap, visto che la Suzuki è rimasta praticamente la sola (con la Kawasaki KX250) a rimanere senza bottoncino. Attendiamo questo upgrade per il 2020! 

A parte questa défaillance, però, Suzuki non si è certo risparmiata, anzi da quest’anno introduce la possibilità di personalizzare le impostazioni della centralina, grazie a una partnership con Athena GET. Lo specialista italiano metterà in commercio già a inizio 2019 un dispositivo aggiuntivo che consentirà di intervenire tramite App sulle tre mappature disponibili: standard, soft e hard. Queste, già presenti sul my18, consentono al momento di modificare l’erogazione del motore mediante i classici connettori posti dietro la tabella anteriore. Il loro effetto però non è così marcato, agendo solo sulla carburazione mentre lo strumento GET consentirà molte più sfumature e accuratezza nella preparazione del motore. Confermato invece il Suzuki Holeshot Assist Control (S-HAC) con le due modalità differenti di partenza, entrambi attuabili con il tasto al manubrio.

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COME SI COMPORTA LA NUOVA RM-Z 250

In sella la moto è comoda. Stretta e affusolata tra le gambe, la senti subito tua. La messa in moto a pedale rivela un sound inconfondibile e una bella velocità a prendere giri, tanto da ricordare una moto ufficiale. I comandi sono tutti a portata di mano e il Renthal senza traversino offre una presa incisiva. Gli spostamenti in sella sono rapidi grazie anche ai convogliatori filanti e ben raccordati con il resto delle sovrastrutture. 

Nello stretto la moto si difende abbastanza bene, rapida e intuitiva tra i canali e lesta nelle curve sul piatto; ma è nel misto veloce che la Suzukina dà il meglio di sé. Ben salda al terreno, regala dopo pochi metri il feeling che serve per spalancare il gas senza troppi pensieri. La forcella, piuttosto sostenuta, scorre complessivamente bene negli avvallamenti importanti mentre il mono oltre a garantire la trazione necessaria in ogni frangente, copia le più piccole asperità del terreno assicurando una stabilità assoluta. Nei lunghi curvoni si può tranquillamente pensare soltanto alla traiettoria migliore da affrontare. 

Anche il motore sposa la guida veloce: una volta inserita la marcia e ruotata la manopola del gas, il bialbero è subito pronto a sostenerti sprigionando una cavalleria importante con una schiena niente male per un duemmezzo. L’estensione della coppia resta però poco distesa, e la risposta piuttosto secca e diretta: come una esplosione di potenza ai bassi regimi che si distende fino ai medi, per poi esaurirsi di colpo se non arriva la cambiata. L’innesto della marcia deve essere perentorio per mantenere una bella spinta fino agli alti. Perfetti entrambi i freni: modulabili e potenti allo stesso modo, notiamo inoltre un aumento della forza frenante all’anteriore, che passa da 260 a 270 mm. Leggermente dura ma sempre precisa la frizione a cavo. 

Nota di merito per i pneumatici Dunlop Geomaxx Mx33, nuova dotazione di serie Suzuki che abbiamo avuto l’opportunità di testare in anteprima durante la presa di contatto con la nuova RM-Z. Questa nuova mescola medio-soft di Dunlop consente di avere ottimo grip in un ampio range di utilizzo. Valido anche lo scarico del fango – date le condizioni del test – che è risultato efficace e immediato. Sarà lui il successore del blasonato MX3SF? Staremo a vedere, ma sicuramente le prime impressioni sono molto positive. Tornando alla moto, concludiamo affermando che di passi avanti importanti ce ne sono stati parecchi, ma sulla torta gialla manca ancora la ciliegina. 

Per i confronti comunque non ci sarà molto da attendere: il MasterX2019 è alle porte! Non fatevi scappare il numero di XOffRoad di febbraio 2019, con la comparativa Motocross più completa di sempre; per il momento possiamo dirvi ancora che la nuova Suzuki sarà disponibile in Europa a partire da fine gennaio e il prezzo non è ancora stato fissato. 

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