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Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Redazione
dalla Redazione il 06/11/2020 in Moto
Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia
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Kawasaki rimette mano alla già competitiva 250, riversando molta tecnologia dalla KX450 e raggiungendo prestazioni che pongono la verdona al top di categoria. Upgrade anche per la sorella maggiore che adotta frizione con dischi di diametro maggiore e molle a diaframma

È difficile non notare come da qualche anno le aziende giapponesi stiano dando un gran gas in termini di sviluppo per tenere il passo della concorrenza austriaca, che specie in MX2 per un certo periodo è parsa prestazionalmente inarrivabile. Impressiona in particolare la spinta di Kawasaki e Honda, che stanno affinando le loro 250 con aggiornamenti sostanziosi anno dopo anno.

Abbiamo provato le nuove Kawasaki sul Crossodromo Monterosato di Fermo, con l’aiuto anche di Davide Bonini, che ha spremuto per bene le nuove KX MY21.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Al centro del progetto KX 250 2021 c'è il nuovo propulsore che innalza il picco di potenza massima di circa 1.0 Kw (1.4 CV) mentre il regime massimo di rotazione è stato incrementato di ulteriori 350 g./min.

Come la 450

La KX250 MY20 aveva già ricevuto nuovi motore e sospensioni, e ci era piaciuta molto: terza al MasterMX 2020. Per il 2021 fa un altro salto ricevendo dalla 450 telaio, forcellone, plastiche, avviamento elettrico e frizione idraulica, oltre che gestita da una molla a diaframma come sulle KTM. Anche le piastre forcella e la pompa del freno anteriore sono ora unificate con la KX450, e le differenze sono limitate a un diverso link del mono. Per finire, arriva un bel manubrio Renthal Fatbar.

Abbiamo detto per finire? Ma nemmeno per sogno! Il motore è cambiato ancora tanto al suo interno. Mantiene il doppio iniettore, ma guadagna 350 giri di allungo (limitatore a 14.500) e 1,5 ulteriori CV grazie a modifiche a tutti i suoi elementi: albero motore alleggerito, nuovi condotti di aspirazione e scarico, camere di combustione riviste, diversa fasatura delle valvole di scarico, molle valvola più rigide e biella allungata di 3 mm. Tanta roba insomma, che ci faceva prudere le mani mentre guidavamo verso la splendida pista di Fermo dove Kawasaki ha presentato la sua nuova gamma 2021.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Qualcosa è cambiato

Qui abbiamo trovato una giornata perfetta e la pista nelle migliori condizioni per testare a fondo la nuova KX250 che, ve lo diciamo subito, torna a tirar fuori gli artigli alla grande! Siamo di fronte a una moto di fatto tutta nuova, con una personalità cambiata.

La prima novità che si incontra salendo in sella sono i tasti dell’avviamento elettrico e del launch control per le partenze. Grazie anche alle nuove grafiche, la sensazione è subito quella di una moto molto curata; e il passaggio dal manubrio da 22,2 mm con traversino al Renthal Fatbar da 28,6 mm è un primo assaggio dei sostanziali cambiamenti della KX250.

I primi giri del Monterosato ci consegnano una moto molto snella, con un ottimo inserimento in curva e un buon bilanciamento generale. Il telaio si conferma super stabile e preciso, e sposa alla perfezione uno dei punti di forza della verdona: la forcella KYB AOS da 48 mm, arrivata col MY20. Già di serie offre buone prestazioni quando si spinge, con un ottimo confort in staccata e all’atterraggio dei salti.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Al fine di fornire un azionamento della frizione più morbido , la frizione è stata migliorata utilizzando una molla conica a tazza al posto delle molle tradizionali

La verdona affila gli artigli

Ma è quando iniziamo a spingere che le qualità del nuovo motore si fanno sentire: addirittura lo metteremmo come riferimento della categoria, grazie alla potenza in più e all’allungo migliorato. La risposta in uscita di curva è buona anche con rapporti lunghi, il cambio marcia è scattante e insistendo con la marcia il bialbero tira fuori attributi impressionanti, specie in situazioni difficili o impegnative per un 250 – e sulla pista di oggi ne abbiamo trovate parecchie. Lo aiuta poi la nuova frizione idraulica con molla a tazza, dal funzionamento sorprendentemente efficace e costante durante l’utilizzo.

Abbiamo anche provato le tre mappature (sabbia, standard, duro), il cui impatto è ben avvertibile sull’erogazione. In opzione c’è poi il calibration kit (optional), strumento che permette collegandosi alla centralina con un connettore di modificare le caratteristiche del motore senza richiedere un PC. Interessante, anche se qualcuno ormai lo fa da smarthpone.

Nel complesso comunque la nuova KX250 ci ha davvero entusiasmati, portando il suo grande equilibrio a un livello ancora più alto e allineandosi senz’altro alle concorrenti di riferimento. Anche il prezzo è interessante: 8.840 euro. La sfida alle austriache si arroventa!

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Il parere di Davide Bonini

Le prime sensazioni sono di una moto molto snella, con un ottimo inserimento in curva  e un buon bilanciamento generale. Iniziando a spingere ecco che le nuove caratteristiche del motore si fanno sentire, l’aggiunta di 1.5 cavalli e il limitatore portato a 14500  giri (grazie alle nuove valvole in titanio) rendono la potenza del motore al top della categoria, con una buona risposta all’uscita di curva anche con marcia lunga. Rapida e scattante nella cambiata, insistendo con la marcia, il motore tira fuori tutti i suoi attributi, in situazioni difficili o impegnative per un 250 e con l’aggiunta della nuova frizione idraulica con molla a tazza anche la “sfrizionata” esalta le caratteristiche del motore e non cambia durante il suo utilizzo. Abbiamo provato le 3 diverse mappature offerte da Kawasaki (sabbia, standard, duro) confermando che possono rendere l’erogazione del motore adatta a qualsiasi situazione e a qualsiasi stile di guida.

Interessante anche il Calibration kit, accessorio after market che permette di modificare le caratteristiche del motore senza l’utilizzo del PC ma collegandolo semplicemente alla centralina della moto tramite l’apposito connettore.

A livello ciclistico, il punto di forza della nuova KX 250 è la forcella KYB da 48mm che già di serie offre buone prestazioni quando si spinge e un ottimo confort in staccata e all’atterraggio dei salti.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Kawasaki KX 450

Passiamo ora alla sorella maggiore. Anche la KY450 MY21 presenta alcuni upgrade rispetto alla versione precedente: tra i principali troviamo dischi di diametro maggiore per la frizione idraulica (anche qui con molla a diaframma), dal funzionamento davvero esemplare e che in uscita di curva e in partenza aiuta tanto a gestire tutta la potenza della verdona.

La KX450 è reattiva, sempre molto stretta tra le gambe ma ben bilanciata. Il telaio risulta facile da guidare: preciso in inserimento in curva e non torce sulle curve da affrontare in piedi, scarica bene la coppia sul posteriore. Il pacchetto sospensioni qui è affidato a Showa, con la forcella a molle da 49 che rispetto alla KYB della 250 ci è sembrata un filo troppo morbida per le prestazioni che offre in generale la moto. Meglio il mono, che esce già con una buona base, non tende a spingere e nemmeno a scaricare troppo sull’anteriore in staccata; probabilmente un anteriore più sostenuto migliorerebbe ancora di più la risposta.

Siamo comunque stati positivamente impressionati dalla grande maneggevolezza e dalla rapidità nei cambi di direzione della KX450, nonostante un motore che per potenza non teme assolutamente il confronto con le rivali di categoria. Lineare, non scorbutico, rotondo a salire, il bialbero rivisto un anno fa completa un quadro di alto livello, che soddisferà sicuramente gli amanti della verdona. Anche in questo caso competitivo il prezzo, fissato in 9.490 euro.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia

Il parere di Davide Bonini

La nuova frizione della KX 450 my 2021 aiuta tantissimo in uscita di curva e in partenza, non strappa e non pattina e aiuta a sprigionare tutta la potenza della verdona. Scelta differente rispetto alla 250 sulla forcella, infatti la 450 monta una forcella Showa da 48mm che rispetto a quella della 250 ci è sembrata un filo troppo morbida per le prestazioni che offre in generale la moto. Il mono posteriore ha già una buona base, non tende a spingere e nemmeno a scaricare troppo sull’anteriore in staccata, probabilmente con un anteriore più sostenuto migliorerebbe ancora di più la risposta del mono. Rimaniamo comunque sorpresi in positivo per la grande maneggevolezza e la rapidità nei cambi di direzione nonostante un motore potente che non teme assolutamente il confronto con le altre rivali della categoria.

Kawasaki KX250 e KX450 MY21: verdi d’invidia
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