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Prova KTM 790 Adventure: il gene K

Redazione
dalla Redazione il 11/03/2019 in Moto
Prova KTM 790 Adventure: il gene K
Prova KTM 790 Adventure: il gene K

Una nuova famiglia di moto, due versioni: la “R” è perfetta in off-road. La standard, con pneumatici stradali e carattere menoestremo, è la crossover per tutti

Da quando è apparso il primo prototipo, ad EICMA 2017 , la KTM 790 Adventure ha attirato le attenzioni di buona parte del popolo delle due ruote. Linea estrosa, motore bicilindrico con una quantità di cavalli perfetta per divertirsi senza troppa apprensione, elettronica da maxi e uno spirito da vera adventure-bike, sottolineato dalla ruota anteriore da 21” e da dimensioni compatte in relazione alla cilindrata e al segmento. Dopo tanta attesa, la 790 Adventure è finalmente arrivata . Come consuetudine per la Casa austriaca, in due versioni : la standard , per chi vuole farne un uso a tutto tondo godendo sia su asfalto che non, ed “R ”, espressamente pensata per i puristi del tassello. Le abbiamo provate nel cuore del Marocco , poco a nord di Merzouga , tra le bellissime distese di terra e dune di sabbia del nord Africa e possiamo dirvi come vanno, non prima, però di raccontarvi cosa nascondono queste visionarie sovrastrutture tracciate dalla matita di Kiska.

Innanzitutto il motore, identico fra la versione base e la “R”: si tratta del bicilindrico parallelo LC8c (già apprezzato sulla Duke 790) ma in questo caso caratterizzato da una potenza limitata a 95 cavalli, il limite massimo consentito per poter essere depotenziato (a 48 CV, per i possessori di patente A2).

Il propulsore è dotato di un doppio albero di equilibratura, in grado di contrastare le vibrazioni e rendere ancora più confortevole il viaggio. Il motore, a funzione portante, è imbrigliato all’interno di un telaio a traliccio al Cr.Mo, caratterizzato da quote morbide e un peso limitato, identico fra i due allestimenti.

A differenziare la “R” dalla base pensa la componentistica. Sulla più specialistica troviamo infatti una forcella WP interamente regolabile con steli da 48 mm ed un’escursione di 240 mm, sulla “base” gli steli hanno un diametro di 43 mm e una corsa utile di 200 mm. Anche il monoammortizzatore (in entrambi i casi un’unità WP pluriregolabile) ha una corsa differente: 240 mm sulla “R”, 200 mm sulla standard. È invece completissimo per entrambe le moto il corredo elettronico: ABS cornering con modalità off-road, controllo di trazione MTC sensibile all’angolo di piega, Riding Mode e la inedita modalità Rally, che permette di settare a piacimento l’intervento del controllo di trazione, scegliendo fra 9 livelli. Fra gli optional, non mancano il quickshifter bidirezionale, il cruise control e il “Rally Pack”, che permette di modificare anche la sensibilità del comando del gas. Insomma, c’è tutto quello che serve per divertirsi davvero, compreso un peso contenuto (189 kg a secco per entrambe le moto) e un serbatoio da 20 litri.

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