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Olio al tramonto, sfida tra Kawasaki KX250 & Yamaha YZ325

Redazione
dalla Redazione il 29/10/2019 in Moto
Kawasaki kx250 vs Yamaha yz325
Kawasaki kx250 vs Yamaha yz325
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Kawasaki kx250 vs Yamaha yz325
Kawasaki kx250 vs Yamaha yz325
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SPECIAL A MISCELA

È quasi sera. La pista di Dorno (PV) al tramonto assume inaspettate colorazioni rosso fuoco. In mezzo alla pista loro, due special di quelle capaci di catalizzare l’attenzione di tutto il paddock: sono 250 2T, moto che pur senza generare l’orgasmico desiderio dei 500 2T fanno comunque venire l’acquolina in bocca a tutti gli appassionati. Le protagoniste stasera sono loro, due special realizzate partendo da una Kawasaki KX 250 del 2008 e una Yamaha YZ 250 del 2013, in rigoroso ordine alfabetico.

MADE OF DETAILS

Della verde si prendono cura i ragazzi della Made, certezza piemontese nel mondo delle moto e degli action sport.  La moto, smontata sino all’ultima vite, è stata pulita e poi riverniciata prima di iniziare la preparazione, che vede l’utilizzo di una miriade di special parts abbinarsi alla parte più hard della KX. Rifatto dalla Made con ricambi originali Kawasaki il motore, sottoposto anche a un lavoro di preparazione: rivisto nei travasi e nella luce di scarico il cilindro, lucidata e modificata nelle misure interne la testa; tutto nuovo il pistone, ora Vertex; riposizionato per migliorare portata e flusso il pacco lamellare V-force3; alleggerita e modificata per migliorare l’afflusso di olio la campana frizione; dedicata la carburazione. Completano il quadro i radiatori maggiorati con tubi in silicone, lo scarico completo Pro Circuit e le guarnizioni Athena. Öhlins il pacchetto sospensioni, ovviamente con setting dedicato: pochissimi gli interventi per adattare la forcella dedicata a una KX-F del 2017; più profondo il lavoro al retrotreno su cui è stato utilizzato un TTX e non il nuovo TTX Flow per questione di ingombri (non c’è spazio per  il piggy back).

Kawasaki kx250 by Made
Kawasaki kx250 by Made
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Kawasaki kx250 by Made
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Kawasaki kx250 by Made
Kawasaki kx250 by Made

LA MAGGIORATA

Se il lavoro fatto sul motore della verdona è ricercato ma tradizionale, sulla Yamaha si è voluto esagerare buttando un occhio all’altra sponda dell’Atlantico. Raffaele Tomasettig - tecnico interno Rtech e realizzatore di questa creatura YZ - ha infatti utilizzato la termica completa della americana ESR Eddie Sanders Racing, un kit che porta la cilindrata della YZ a 325 cc! Questo big bore ha un design diverso del cilindro che aumenta del 30 % il volume di liquido di raffreddamento, così da mantenere la temperatura sotto controllo; il pistone forgiato da 75,5 mm scorre in una canna piantata in ghisa e la fasatura, nonché la forma delle luci di scarico, sono disegnate da Sanders. La vera chicca di questo kit è però un’altra: sulla luce di scarico è presente una valvola parzializzatrice pneumatica completamente regolabile esternamente (cosa impossibile sulle 2T Jap!). Visto che la valvola di scarico è comandata dalla pressione dei gas, è stato eliminato tutto ciò che riguarda il comando della valvola di scarico meccanica originale presente nel motore (centrifuga, ingranaggio e leveraggio), evitando così possibili rotture e azzerando le perdite di potenza dovute agli attriti di questi componenti in rotazione. Completano la preparazione di questo bombardone l’albero motore Hot Rods by Vertex, il volano appesantito, l’espansione DEP, il silenziatore Fresco e i tubi acqua in silicone. Raffaele ci confida che quello montato su questa YZ è il primo e unico (al momento) gruppo termico di Sanders in Italia. Se le sospensioni non si stravolgono (KYB di serie preparate da Zamoto Racing), un importante lavoro viene fatto sui materiali: il telaio, il leveraggio, il carter motore, i radiatori e tanti altri dettagli in alluminio vengono decapati, trattamento applicato anche al coperchio frizione in magnesio. A tutti i perni e ai dadi, poi, è stato rifatto il trattamento galvanico.

Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
Yamaha yz 325 by Raffale Tomasettig
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CHE SOUND

Edoardo Boga e Stefano Dami sono pronti: il primo un duemmezzo due tempi non sa neanche come sia fatto - figuriamoci un 325 - il secondo invece con il 250 2T ha anche vinto titoli italiani, anche se ora che ha appeso il casco al chiodo è un convinto quattrotempista. In sella bisogna resettare il cervello, ma si rimane stupiti da quanto, soprattutto la ultradecennale Kawasaki, abbia un ciclistica sincera. E il merito in primis è del telaio, convincente ancora oggi e che dona alla Kawasaki grande compattezza: nello stretto la KX si guida da sola e curva in fazzoletto. “Brutale ma non impossibile il motore - racconta Boga a caldo -. Il più esperto Dami mi aveva messo in guardia circa l’esplosività dell’entrata in coppia dei duemmezzo di quel periodo, e in effetti è così... però dopo qualche passaggio, quando impari a prendere le misure alla risposta del gas, il divertimento è assicurato. Potenza paurosa, invece, per la Yamaha kittata 325. Ai bassi è un po’ più vuota rispetto al Kawasaki ma poi.... allacciate le cinture perché si vola: dai medi fino agli alti, infatti, la spinta è continua e l’allungo sembra non finire mai. È una moto da pista americana alla Glen Helen, da guidare sempre full gas su curve in appoggio velocissime e lungo salitoni chilometrici. Ha tanta potenza anche lei, e capito il suo raggio d’azione sa regalare manciate di emozioni. Di ciclistica la Yamaha duemmezzo la conosciamo bene, in primis per la sincerità e la maneggevolezza che il telaio in alluminio monotrave sdoppiato sa regalare alla moto, in secondo luogo perché è ancora attualmente in vendita e, proprio per questo, più fresca. Per usarla con successo sulle nostre piste andrebbe un po’ smussata nell’erogazione, cercando di riempirla un po’ sotto andando a svuotarla ai medio-alti (la moto durante la prova era un po’ grassa ai bassi)”. Dopo questa prova siamo convinti di una cosa: il futuro non sarà a due tempi, ma nessuno potrà toglierci il piacere di riassaporare il gusto intramontabile del passato. Complimenti ragazzi.  La Kawasaki KX250 del 2008 è stata realizzata da Made in collaborazione con Innteck e Agosti (fornitori di Made srl e sponsor tecnici di Made OF asd). Oltre alle modifiche al 2T raccontate nel testo, la moto è un tripudio di special parts: da Inntecki dischi a margherita (ant. da 270 mm), la corona in ergal, il pignone autopulente e le pastiglie sinterizzate; da SKF i kit revisione leveraggi e forcellone e i cuscinetti di sterzo: Xtrig piastre e riser, Motion Pro i cavi teflonati ad alta scorrevolezza di acceleratore e frizione; Renthal 999 il manubrio; ARC le leve antirottura; Talon extralight con canale Excel A60 le ruote; Dunlop MX33 le gomme; Rtech le plastiche, Core Stickers le grafiche; aeronautici i tubi freno in treccia metallica. Nils i lubrificanti. Il #958 è un omaggio allo sponsor Santero 958.

La Yamaha YZ250 del 2013, realizzata da Raffaele Tomasettig, utilizza un body kit Revolution Rtech con serbatoio traslucido e grafiche THE B.O.S.. Geco il materiale in ergal 7075: piastre di sterzo complete (offset 25mm con riser 30mm), registri ruota posteriore, tappi pompe freno, tirante freno posteriore, pedane e corona. Da Rtech leve freno e frizione antirottura forgiate, pedale freno posteriore, leva cambio, manubrio, paracolpi, manopole e spugna sella (altezza standard); sempre Rtech, ma in materiale composito, cover disco anteriore, carter accensione, protezione disco e pinza posteriore e protezione foderi forcella; Tcover la copertina sella. Tubo freno anteriore Mega Parts, Carbone Lorraine le pastiglie freno; pneumatici Gibson MX1.1 e MX 4.1 (ant. e post.), Bolt motorcycle hardware la viteria.

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